Le maltodestrine

I carboidrati costituiscono un importante fonte di energia durante le attività di endurance. Tuttavia, le riserve di carboidrati nel nostro organismo sono limitate; infatti mentre le riserve di grasso sono pressoché “infinite”, quelle di carboidrati sottoforma di glicogeno sono limitate a circa 300g e l’esaurimento di queste scorte porta a un calo della performance sportiva. L’assunzione di carboidrati sottoforma di alimenti durante un’attività sportiva potrebbe richiedere tempi di digestione troppo lunghi e sottrarre energia ad altri processi fisiologici più importanti. Per questi motivi è nata la necessità di creare integratori alimentari contenenti carboidrati a rapido assorbimento come le maltodestrine.

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Le maltodestrine sono ottenute industrialmente dall’idrolisi di amido di mais (solitamente il più utilizzato), di riso o patate. Esse hanno il vantaggio di essere idrosolubili e hanno un sapore che va dal neutro al gradevole.

L’amido è un polimero vegetale che durante i processi industriali di idrolisi viene demolito in molecole più piccole che sono più rapidamente assorbibili e sviluppano una pressione osmotica inferiore rispetto al semplice glucosio. Il grado di idrolisi determina la lunghezza della catena ottenuta e viene misurato ii Destrosio Equivalenza (D.E.). Nei prodotti commerciali tale parametro varia, in genere, da un minimo di 4 ad un massimo di 20. Come regola generale, più alto è il valore della Destrosio-Equivalenza, più corte sono le catene di polisaccaridi, quindi più veloci saranno le modalità di assorbimento ed utilizzazione. Va comunque precisato che l’indice glicemico delle maltodestrine è elevato e simile a quello del glucosio anche in caso di bassa D.E.. Stiamo infatti pur sempre parlando di carboidrati estremamente raffinati. Tuttavia le maltodestrine presentano il vantaggio di garantire un più rapido svuotamento gastrico.

Solitamente le maltodestrine vengono aggiunte in acqua moderatamente refrigerata con una percentuale che va dal 6% al 10% ed è consigliabile sorseggiare la bevanda ottenuta anziché berla tutta in una volta. In alcuni soggetti possono causare nausea, problemi gastrointestinali ed epatici. E’ quindi bene testarle durante l’allenamento per pianificare le dosi e le modalità di assunzione durante la competizione. Solitamente non è necessaria alcune integrazione per sforzi che non superano i 75 minuti.
L’ideale sarebbe assumere maltodestrine a diversa D.E. oppure utilizzare più fonti di carboidrati. Infatti in uno studio (Nutrition for endurance sports: marathon, triathlon, and road cycling – J Sport Sci.) condotto su atleti di endurance è stato notato che il maggior assorbimento di carboidrati durante un’attività sportiva è stato registrato quando si è utilizzato una miscela di carboidrati.

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Bisogna comunque tener presente che i carboidrati assunti in eccesso vengono trasformati in grasso e che è quindi inutile assumere integratori di carboidrati se l’impegno sportivo non supera i 75-90 minuti. Ad ogni modo, il mio consiglio è quello di consumare 30g di maltodestrine ogni ora di attività. Sarebbe anche consigliabile consumare prima di una gara la “razione d’attesa”, cioè una borraccia di acqua contente maltodestrine.

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Pubblicato il 6 luglio 2015, in Sport e Nutrizione con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Commenti disabilitati su Le maltodestrine.

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