Finisher per Mazzarone al 70.3 di Nizza. Latrofa vice campione ad Iseo e bronzo per la giovanissima Intini nel trofeo interregionale sud giovani.

Noci (Ba) – Domenica scorsa 30 giugno ad Iseo, si sono assegnati i Titoli Italiani di Triathlon Olimpico di Categoria Age Group e non poteva mancare il podio per l’otrino Andrea Latrofa cat. 70/75, classificatosi vice campione. Nella stessa giornata sul versante della Costa Azzurra era in gara il compagno Giovanni Mazzarone per il 70.3 di Nizza. Delle emozioni incredibili, qualcosa di veramente forte che mi porto ancora addosso. Mi sono iscritto due anni fa alla gara di Nizza, su spinta del mio compagno di squadra Fabrizio Internò; purtroppo per problemi al tallone, ho dovuto posticipare di un anno la gara, perché il regolamento lo consentiva, ed ecco finalmente, quest’anno, che è arrivato il momento tanto atteso. Il mio allenatore Paky, mi aveva accennato che questo Ironman era molto impegnativo perché considerata la seconda gara più dura d’Europa. Mi sono allenato tanto…sperando di farcela, anche se le caratteristiche fisiche non erano poi così tanto confortanti. Non è stato semplice conciliare l’allenamento di tre discipline, pur essendo un libero professionista. Allenamenti in piscina al mattino presto o in pausa pranzo, uscita in bici nel fine settimana e corsa all’alba. Mi sono allenato per quel che ho potuto e non ho potuto far di più. La gara è arrivata e posso solo dire che la frazione di nuoto è andata abbastanza bene, molto lenta ma bene; in bici, ho faticato tantissimo a causa del caldo asfissiante, un’afa mai provata in 40 ann – continua Mazzarone – infine per la corsa sono arrivato già al limite, infatti con l’intenzione di ritirarmi, però, il mio coach che era lì ad incitarmi, mi ha detto di cominciare a camminare e se fosse stato necessario anche di camminare per tutta la gara. Ho alternato corsa e cammino perché non volevo deludere me stesso perché ci tenevo troppo e mia figlia che era a casa a cui avevo promesso questo arrivo. Emozione indescrivibile tagliare il traguardo, arrivando al limite, a pochi minuti dalla chiusura e questo ha reso tutto più drammatico perché pensavo di non farcela e poi fantastico alla fine. Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto ed un grazie particolare al mio coach Paky, perché senza di lui sicuramente non ce l’avrei fatta.

Turbini di emozioni anche per Andrea Latrofa:

Alle ore 12,45 di domenica 30 giugno 2019, sotto un sole cocente che ha obbligato gli organizzatori a distribuire acqua a pioggia sugli atleti in attesa di partenza, sul Lago di Iseo, ha preso il via (con la partenza della batteria delle donne cui hanno fatto seguito le altre batterie distanziate di circa 5 primi, e comprendenti tutte le diverse categorie previste dalla FITRI. Gli organizzatori purtroppo hanno dovuto adeguare i percorsi specifici alle realtà territoriali della zona, che comunque aveva vietato l’uso della muta ( la temperatura del Lago risultava di 23 gradi) e pertanto, come da regolamento, “” divieto di uso della muta””. Terminata la frazione di nuoto, via con le bici per percorrere i 40 km che purtroppo dopo i primi 6-7 km caratteristici di un percorso olimpico, continuavano con due salite caratterizzate da pendenze del 7-8 %, ed in alcuni tratti di 15-16%. Terminata la frazione bike (40 km), via con il running, 10 km in paese, percorso tutto pianeggiante (ideale). Per quanto mi riguarda, ho fortemente sentito le variazioni di temperatura dell’acqua del Lago, ed ho dovuto fare uno sforzo insolito per superare il dislivello collinare caratteristico del percorso, in compenso, ho goduto tantissimo nei successivi tratti in discesa che hanno messo a dura prova i freni della mia bici. Il percorso di running é stato caratterizzato da docce rinfrescanti ben accette) lungo il circuito ripetuto 3 volte.

Contemporaneamente a Latrofa e Mazzarone, arriva anche la medaglia di bronzo sulle quattro prove per Serena Intini impegnata nella finale del Trofeo Interregionale Sud Giovani di Puglia, Campania, Calabria e Basilicata.

Ironman 70.3 a Remich in Lussemburgo per D’Onghia, Frizzale, Trotta e De Pasquale e Swimrun sul Lago Maggiore per Torelli, Curci e Zaccaria

Noci (Ba) Dall’Ironman 70.3 Lussemburgo per Angelo D’Onghia, Nicola Frizzale, Domenico Trotta e Angelo De Pasquale allo Swimrun Cheers sul Lago Maggiore per Torelli, Curci, Zaccaria, Tinelli, Gianfrate, Convertino e Boccardi, il ricco weekend di gare di metà giugno che ha visto impegnati otrini e nuotatori, domenica scorsa 16 giugno, in gare all’estero e nel nord Italia. Prima volta per Torelli allo Swimrun: nuoto/corsa a frazioni alternate ripetute (nuoto, corsa, nuoto, corsa…) senza zona cambio: si nuota con le scarpe, si corre con la muta! Lo Swimrun è voglia di superare i propri limiti divertendosi, insieme ad altre persone con la stessa passione, scoprendo luoghi strepitosi, lì dove il cronometro è l’ultimo dei protagonisti. Le sensazioni a distanza di giorni sono ancora incredibilmente positive. Ho partecipato come prima volta allo Swuimrun Cheers, per me chiodo fisso da più di un anno. La sensazione che ho avuto è stata quella di trovarmi all’interno di una trasmissione di avventure di Bear Grylls o una caccia al tesoro. La mia frazione era composta da quattro frazioni di nuoto che si alternavano a quattro frazioni di corsa per un totale di 4 km di nuoto e 22 km di corsa. Tutto nuovo: nuove frazioni, si usciva dalla nuotata nel lago e ci si arrampicava lungo le rocce e si iniziava a scalare la montagna; si scavalcavano torrenti, cascate, piccole dighe, si camminava in mezzo alle pietre, o addirittura ci si ritrovava a correre in piccoli borghetti, muri in salita e discese incredibili. Stessa intensità anche nel lago, dove abbiamo nuotato in due laghi diversi, il Lago Maggiore e il Lago di Mergozzo; la cosa più difficile a mio avviso, è stato attraversare questo temutissimo Toce, che sfocia nel Lago di Mergozzo. L’acqua di questo fiume – continua Chiara – è gelida, perché è un fiume che nasce in montagna, parliamo di non più di 10° e con le piogge precedenti, ha portato giù tutti i detriti e quindi abbiamo nuotato anche tra qualche tronco di legno. A parte questa difficoltà è stata un’avventura! Personalmente, la gara l’ho fatta TUTTA DA SOLA, TUTTA…quindi è stato un gioco. Al di là dello sforzo fisico, dove ho anche camminato molto, è stato soprattutto uno sforzo mentale, quello di rimanere sempre lucidi, attenti a non perdersi, a seguire i segnali identificativi come fiocchi rossi attaccati su case o alberi; ho anche aiutato una persona nella distanza più lunga della mia che si stava perdendo e l’ho indirizzato nel punto giusto. Cosa aggiungere più: non eravamo tantissimi, 35 partecipanti ma posso definirla una gara “intima”: 15 le donne ed io sono arrivata 3^ assoluta, a mia grande sorpresa, perché, avendo fatto tutta la gara da sola non avevo idea di dove fossi o chi avessi superato in acqua…per me è stata veramente una grande sorpresa, da rifare, da consigliare ai miei compagni di squadra perché è tutto diverso dal triathlon.     

Famiglie, compagni di squadra, calore, affetto, incitamento e sostegno, gli ingredienti perfetti che hanno accompagnato il weekend in Lussemburgo per il tanto atteso Ironman 70.3. De Pasquale ha tagliato il traguardo in 4h48, D’Onghia in 4h50, Trotta in 4h52 e Frizzale in 5h.

Non mi aspettavo una gara così perché è stata una gara perfetta! Così esordisce l’otrino Nicola Frizzale, fresco di rientro dall’Ironman in Lussemburgo. Ho portato a termine la gara in 5 ore, gestendo ogni singola frazione; nuoto poco più di 2 km ma abbastanza semplici; bici circa 900 mt di dislivello ma molto bella e divertente. Di corsa tre giri da 7 km con tanto pubblico a dare sostegno, però al di là del risultato, abbiamo trascorso un weekend fantastico grazie a tutti i partecipanti della trasferta del Lussemburgo e alla simpatia e alla disponibilità di Paolo Liuzzi che ci ha sostenuti in molte occasioni, per il resto: un abbraccio e alla prossima!!!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: